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domenica 21 giugno 2015
















Ritorno




Metterò nastri a colline di gerani d'ottobre con l'ossuta mia mente -gitana tra foglie-
Mulinello di vesti da qui all'oscuro verde scandiranno le aste del mio canto
a voci nel cancellarmi verbo e diventare roccia


così la tela con i suoi ragni si sfalderà alla pioggia di ghiaccio e rami secchi
che l'albero non vuole ed albero son io





lunedì 22 dicembre 2014













Nella coda del giorno





così capitava di fermarmi ma il gelo inchiodava il respiro

Pensavo fosse bianco il tepore dell'alma fra piume candide a merlo di un cigno

Dimmi ove sorge il paese del bianco che lacca ogni sguardo

ogni riso
dove sorge il canto del sole staccandosi da lacrima adulta

Adultera


Adulta nella goffaggine sua dimensione d'essere
e nessun palmo devoto ad un'asciutta carezza
dove guadi il sorriso piccante di una tenera e ossuta carne











sabato 4 ottobre 2014














A volte mi sorge un turchese




e mi getti lì come farina sul presepe come zucchero fine sulla torta di famiglia
Polvere
trama di tela neutra
Rondine senza tetto nel farsi aquila al proprio volo

Così le mani raccolgono sassi levigati da altre mani
-raccolti da altre mani- senza didascalia per spremerne il volto
Il vizio
La prece comanda l'ozio e la vista non brucia al sale
A volte mi sorge un turchese












                                                                           
             

lunedì 11 agosto 2014

                                                                                 















ed erano i frutti




Ma chi...
chi spalanca finestre la mattina?
Chi sveglia le mie palpebre coi bagliori di un alba sobria e solitaria?
Non la luce di un lampione allarga la visione d'occhi salmastri d'alghe

Mi han tolto la rabbia accesa delle ciliegie acerbe
di pallide fragole consumate nel primo tempo che conservano i sapori della selvaggia infanzia
ed erano i frutti dopo i fiori e i fiori dopo i rami
e le camelie a bisticciar di rose

e se il canto non finisse
Giungo a tregua


















martedì 1 luglio 2014


 





                                                        



Quattro sponde
 


la mia notte è un cilindrico "dove"
ove girotondano ghirlande in rose ed intrecci d'erba nel vorticoso sfuggire al perpetuo calare
di fiocchi e foglie
Ampio cerchio la mia notte dove fedi di amanti sorseggiano un flut












giovedì 19 giugno 2014










 In assenza di spezie e voglie



qui
dove il vento ammazza traiettorie
resto a contarmi sulle unghie gli attimi
fingendomi sagra di una sacra festa dove

le persiane hanno spiragli di minima luce -lume rauco-
e l'assenza di spezie e voglie colmano centotre vasi di pandora
Un gingillo di ciliegia sulla mia testa




venerdì 13 giugno 2014


 











La nebbia degli amori spenti

 

che si sdraia su resti -vasi- di budelli in ciottolato granata
dove nemmeno si ferma un fiore o un aculeo di rosa o
sulle crune di uno sbriciolato vivere che non si lascia rubare un respiro

Forse è la nebbia degli amori spenti a farmi mulinello
o forse -dico forse- è solo l'alba di una nuova ombra
che chissà dove ha lasciato il suo "no"













                                                                                       

lunedì 26 maggio 2014




 









 Bancarelle



Accendo una "siga" sfregandomi un verso quando
metto distanze tra un rombo a scoppio e la mia fronte
Sono sparse in pezzi su banchi macerie d'un passato a due e quattro ruote
che tornano in vita fra sapute mani
Un cerchio d'occhi in mezzo a visi e gambe mentre mi concedo un saluto





venerdì 23 maggio 2014


 
















Di ceneri e rose



Paure s'accendono come fuoco di fumo a sera

Se guardi le immobili pianure farsi monti
l'aculeo bigio d'un domani incerto di sole s'allarga
Ecco la volta delle creature ingorde di suoni -e ciglia-
che a volte pesano sul mio asse e a volte ne misurano l'assenza
Sali nel grigio mio vestire che danza fra scalze dune e
nell'illuminarsi d'un tachicardico verde
stringimi nel tuo vagare fra ceneri e rose

















lunedì 12 maggio 2014


 










Nell'estivo verde




Mi bisbiglia il ramo una frase in infinito
La senti nel cammino, nel navigare acque dirigendo una foglia al vento che di vento nulla sa
Le rughe ne hanno viste di mietiture e campi alla semina -in granelli-





lunedì 5 maggio 2014


 


  








Nota




Non hai detto di sedermi
Sai che non si può fermare a lungo l'anca dello sfiorarti ciglia
-culla del tuo plumbeo-
E quelle fragole di guance che si stendono...





lunedì 28 aprile 2014


 











Piovendo
 


Obliqua a tutto
quando sfasa l'immagine che si guarda nell'iride e sei tu che invece ti chini a sinistra
sapendo che è la destra a consolarti
Primula di grano    Acqua dell'acqua     Fronte di ogni fonte
La fontana il traguardo -dove ti comanderò-




venerdì 18 aprile 2014


 












Non morire tra le cosce del domani



Le ombre sono pigre nell'adagiarsi a fianco poichè
lo spazio si dimezza quando la forbice stringe le braccia e
a volte sono quelle di lama lunga che miracolano nello sminuzzare carta ma
temibili come falangi attigue

Pure ieri m'ha sfregiata -del sole- il disco






mercoledì 9 aprile 2014














Come gatti



Mi davi l'edera dei perchè nell'arrossir di cielo 

e bicchieri in sonnecchio fra bottiglie a trentatré ascoltavano respiri -trame in fumo-
Nell'attenderci non tornavamo mai davvero

Ho chiuso la spelonca che filtrava ragni senza tela
e ho lasciato che le rondini s'ammutolissero sul tetto -che il viaggiare stanca-





venerdì 28 marzo 2014


 











 Ora, non prima e non dopo


La slaccio ora la schiena -che a terra l'erba del giorno per me si fa nuova-
Altri gigli, altre rose d'essenza magenta varcano lo stringersi
del ponticciuolo che delimita la mia proprietà


sabato 22 marzo 2014


                                                                                  
Episodio



Ancora ti rispecchi Narciso alle mie acque
e del solenne volto gli occhi fanno tana
Dammi ore d'onda tra i fili dello stagno
dove rincorrevi cigno e il bianco suo allargarsi

Nel muricciuolo denso di color mattone
stavo inquietamente osservando il movimento
ma l'acqua mi travolse -in vortice- e breve fu il domani





venerdì 14 marzo 2014









Sventolio d'ali
 


Mettimi pure un numero e dammi il pianeta che vuoi
Non sarò mai una vergine che s'allunga ad un leone
nè un pesce che si spegne agonizzando in un acquario

Ponimi come specchio sul camino ardente
avendo per gendarmi due larghi lumi accesi
Ardere e ardire di legno arreso al fuoco
mentre il bollitore sbuffa l'ultimo fischio





 



                                                                                          

























                                                                                                 

domenica 23 febbraio 2014

                                





                                                                                                







Di un'assenza
 


ed ora lasciamoli nudi i numeri dell'agenda
L'albero non mi chiama ma forse i tuoi morsi si
e mai mai mai mi finisce la stagione e mai -mai mai- si allontanano i gabbiani
Tu reggimi il gambo del quadrifoglio





martedì 11 febbraio 2014



 


                                                                                     









La fine



di nevicate in scartoffie e dei loro colori munti
dello sciacquare fra grigie ed intersecate rocce -nello scorrersi d'acque panni d'arsi sorrisi-
Butto la giacca sul primo mucchio di nulla e mi allungo alla sera






venerdì 31 gennaio 2014



 















Di giorni ed ombre pigri



Arrivano a manca voli di gazze-ladre
Vittime amori ingialliti a macchia di leopardo
gocciolate come ora i fiocchi -giocandosi distanze- intrappolate fra le ruote del carro












giovedì 16 gennaio 2014

 



                                                                                   










Di me che rifletto



Apriti figlia d'ozio sposato
Ranuncoli di virgole a capo tingono a terra il bianco
e figli d'edera trovano abbraccio fra una capriola di sole e un rigurgito giada
Ah...questa pioggia che mai mi cade

sabato 4 gennaio 2014

Dopo



quelle ore che digrignano i denti quando il battacchio chiama
costellano cori i "DAN" -pizzichio d'aria al naso-
Cammina basso il vento del ciglio a neve bianca
sotto la stanza dei "SE" che intorpidisce il dolo
Ricca è la spiaggia delle comete morte
                                        dei figli assenti
                         dei baci appesi agli aghi
Ricca è la morte



                                                                                                                                 
Bolle d'asfalto



Bolle l'asfalto delle camicie smesse di voglie incastonate come labbra d'oriente
fra schemi di freddo argento appannato al tempo
Abbandonate e stanche le rime di traverso risalgono il ponte
ove s'intravede la vecchia ruota del mulino   zitta








       

                                                        









Rilievi 



Documenti d'antichi rilievi -incisione su rame ingannevole oro-
si lasciano sfogliare dall'acido e stanco sguardo del mio occhio destro
Tutte le frasi fioriscono parole   verbi acerbi   vocali tritate   e tutti i verbi
si rincorrono al logorio di faticosa lettura inciampando sullo strascico in tulle imbrunito
Ho ancora il fiocco






 









Ancorami



Questa la bufera del principio attivo

vìola l'arcaica memoria dell'androne di casa primitiva stravolgendo
il sublime intento del dettar di tempo ancorandosi
alle comete arrampicate a fiocchi nell'attendere coltre in bianco ad inghiottirle

Se solo, se solo la mia mano potesse tingere il busto d'un pettirosso









sabato 30 novembre 2013











   Traccia




 
 q
uando vola basso anche il sole al decimo raggio
     e la mia stanza rassegna il celato oblio stendendo su fili di bucati ossuti e ottusi
     bugie e sciogli-lingua per ingannare ansie
     Cogliendomi capita




 

sabato 23 novembre 2013












 

Dio prepubere

 

Per te ho sparso petali di rosa - in biblica memore - del tuo cammino opale-argilloso che segna
la radura nel delimitare la milleunesima ara dalla mangiatoia in paglia
Così ti vedo, dio prepubere
così voglio vederti sempre che se il lume d'una ninfea catturerà il tuo incedere
il ciottolato sotto il passo felino e scaltro mai ti sarà pietra d'intralcio
...fioriera




venerdì 15 novembre 2013











Sopra il tetto dell'anno


muori autunno tra gli allarghi di colline lise di nebbia
in castagni rannicchiati a catena per disperdere del calore i ricci
Piume frangiano gli ultimi morsi di colore all'annichilirsi d'una stagione

Guarderò in bianco-nero dai miei occhi osservando di una neve l'anca




martedì 5 novembre 2013


Tesi


Sbattono le persiane occhi finestre in quest'arcana trama d'autunno dove
il serrato ritmo del battacchio paesano benedice di una foglia la caduta

A volte piangono le stelle della sera anche quando i lampioni non sorridono



 



martedì 29 ottobre 2013










Guanto


Scaldami la guancia nel dormi-veglia delle ore perse
quelle senza traguardo che calcano l'assenza ingorda che di lei s'appaga

Nel senso del mio scrivere di lui aggiungo filari di parole in lampioni
- versi tesi in ferro strumento di seppia di parto all'ego -






venerdì 18 ottobre 2013




Derma


lacrime a risalire fra stretti crocevia d'una cute al capolinea - discesa obbligata - e
richiamate all'occhio sbarrato carceriere
dove l'umido ricama e richiama lo schiodar di foglie

Lì dove l'impercettibile è straziante nube ad arretrare di mano la cornice fin dove
di sirena il mio canto spezza - lama - il tramonto





giovedì 3 ottobre 2013













Muschio


Versami nello stampo di un autunno in foglie reduci di vita indossata nei tempi
come vestiti vecchi d'anno ma nuovi di stagione col profumo
di funghi - spugne di spazi - che ribollono all'autunno
                                                                                

Segnami la faccia d' Arlecchino in fasce che morde 
questi tozzi di vivere lasciati ai tronchi e a giunchi infermi


giovedì 26 settembre 2013

 









Zircone


Nel satellite di luna-nuova cingo ad inventarmi terra
anello di congiunzione
acqua fra zolle d'infinito e mistico perché

Calano le palpebre del mio verde felino spegnendosi sul dorso
del letto     senza segreti                                                                                     
e il dormiveglia di zecchino m'illude



mercoledì 18 settembre 2013


 









Resina


e t'infili nelle mie unghie a sera quando
la pelle ammorbidita si fa porta di te nell'espandersi
e poi contrarsi nell'unica frase molesta che la miseria consente
perché c'è luna che si lavora a uncino pure in quel morso                          

Rosse le verdi pianure dell'assuefarsi al tonfo
morto ed inutile vetta d'una palude ombrosa
dove ninfe diventano draghi ed il bosco fuoco




domenica 15 settembre 2013


 
Di quella volta


Ah
che meraviglia di filari in tralci tessuti fra trame d'oro giallo
essenza chiara dell'essere cosa tra cose
e suoni in campane la sera - quella fresca -
spaurita d'ortica avvezza solo allo spiegarsi d'ambra

Ombra
ruba alla corte del vizio perenne   furtivo   amuleto
in fine alla cometa caduta fra il sacro e l'oltre
Dinastia la coda d'ali che s'innalzano all'effimero
e mieto e riposo







sabato 7 settembre 2013


 Mille miglia



Ritornano le luci gialle e tonde dell'interminabile incestuoso viale

Quando accadde non so ( forse l'anno me l'avvolse il …)
Di preciso l'autore
ma quando la terrazza d'una valle a piani il contadino modella
non scrive su di un “paper” data e dati sulla futura questua
    
Ritorna il miglio dell'antica pietra arcaica


giovedì 29 agosto 2013

 













Semantica

ed io
e noi che pensavamo bastasse infilarci nello spiffero d'una nube
per potere guardare il sotto - fermaglio del nostro essere - senza
l'assenza di sfumature di ghiaccio incrinato

Forse era l'alba o forse il
domani che intravedeva nell'ombra degli spigoli d'un girasole la fermezza d'un SE



mercoledì 28 agosto 2013

Eden

Lasciamo il medio - punta - d'ombra orizzontale sul piatto di mare
ventricolo di un non baciar di versi dove le bretelle all'ancora
in elastico scalzo anelano ancoraggio

Diametralmente opposta sinergia con terra-tronco-tuffo

                                                                                                                                                               


venerdì 2 agosto 2013






 Spina di Maggio


Sorseggio di fiaba in filastrocca a rime
perdute nel ripetersi dell'eco - loro - stanco

Dove quegli aculei che portano il dito a bocca?

                                                                   



 Giallo il mio ventre



Non si vendono più gelati al carretto in fondo-via
Troppo caldo sulle spighe del sole di un arcano sollazzar di mani

Forse la luna allora fu troppo tenera o
o forse l'ho puntata troppo d'indice
ma non volevo

non volevo

non volevo aprirne il cerchio che ne fuggisse

mercoledì 17 luglio 2013




Larghe


mi passano le stagioni mentre l'ancora dei forse non si stacca da riva
e
quel senno di me che mi sputa in fronte le sette vite

Pago

Incarcero al mio quotidiano zaffiro l'ossido d'un sorriso che
mi stupisce d'edera - parassita di me -


Didascalia



Dipingo a sera la falce che mi consegna al limbo


Protesi, parole mozze di “credo” figlie d'un amputato giorno
dove le rime non centellinano una sola piega di un sorriso
su labbra stropicciate al vento freddo


Nord


Metto guanti alle mie unghie



A raso d'un silenzio


mi sorprende lo stornare di nubi
Quella gelosia - astio? - del pensarmi antica primavera che non sono
che non trovo
che non canto


L'alzarsi di stelle coprono cerchi di luna appesa
all'incertezza d'una notte che
che sorseggia succo d'io ( essere )
come bimbi l'aranciata

Le notti senza Buio
Nero
Fine


Cercami di te

( Dedica al mio Maestro )




Non appare più la scia   stella di cometa
che del cercarti in tondo non s'arrende


Trovami
che tanta è la fame del tuo io da farmi ingorda
del ricordarti in me verso d'usignolo o
verso in poesia

Trema la terra falcata
pestata da buoi a scarnificarne essenza
mentre di una stella sorge guancia
 










Caso


Planami
su quelle “coccole aulenti”
che il cielo si fece giorno
e sulla nuca del libero suono - oscillare d'ali - spingi.

Libero arbitrio


Respiro di donna

( dedica )


La sera, vicino al tuo

agitato e stanco come una corsa di lepre in sterpaglie
fitte
di boschi
gnomi e bambole di pezza





Largo

 
Il tempo mi scodella nella tazza di caffè
pranzo e cena per la vita
Mi disegna un fiore assente - trascendenza d'un romanzo - nel dipingermi un vermiglio

La corolla innalza al centro quei pistilli - chiede ormeggio -
mentre l'ala d'una fata s'è spezzata a bordo-lago