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martedì 23 febbraio 2016










Tempi d'amore


eppure c'è stato un tempo nel quale ogni giorno fioriva la rosa 
ed ogni momento era tempo per il tempo
e tu mi amavi come i vulcani le viscere della terra
Erano tempi fertili d'amore e ombre appese alle pareti
che la distanza non c'era se la cercarvi
Ora i comignoli serrano fumo
mentre il tempo disperde u
n'altra sigaretta





















Il metallo dei miei quarantanove


Le ore mi stanno a guardare e fisso il girotondo delle dita
Non hanno unghie a graffiarmi ma lo scandito battito di ciglio 
brucia sulle immagini all'ombra 
mentre si rincorrono le bestiole feline che tingono soli e lune
A volte penso a carezze mancate quando sembrava bastassero 
ed ora che mi circondano stelle e luna mi coccola il metallo dei miei quarantanove















Alla casa che mi fu casa



Penso sempre alla casa che mi fu casa
La tenda verde copriva alberi strade e negozi
ma alle prime righe della scura ringhiera erba e boschi si facevan strada
A sinistra cominciava la vita guardata da un imponente muraglia che non era a far paura 
ma a farci abbraccio e dava ombra ad un piazzale che ci fece scuola su due ruote
Guardava di sbieco il campo coperto d'estate di libellule e d'inverno di folta neve
e le nostre giornate non conoscevano mai ombra. Eravamo.




domenica 7 febbraio 2016









Solo la mano tesa degli abeti


Osservo con occhi di gatto curioso -verdi e fermi- 
se il tempo mi passa con le fredde sue bianche Tonde Tenaci
Le attendo come da bimba nel loro confuso alternarsi cambiando forma
dondolando al pizzicare in aria bigia
fra le uniche ombre bianche che il cielo a noi concede
Solo la mano tesa degli abeti



domenica 31 gennaio 2016











I sogni di una donna



I sogni di una donna si sfilano al mattino e
con garbo si ripongono sul como' per l'incantesimo del rito serale
Essenze di viola e rosa canina foltiscono le curve del guanciale
mentre il lembo del lenzuolo a grezza trama imbiondisce la sera
che diventa notte -morso nero di tarantola sul ventre-
Si fanno sonno le notti e d'iride rimagliano canti scuciti
di quando si guardava un petalo di primula farsi nudo







domenica 17 gennaio 2016




Sul lucido marmo ingiallito di un vetro



Spargo fiocchi in cristallo nel ventre tremante di terra ad inverno
che cambia lo spazio e ne rallenta il tempo
La pura, la bianca, la sempre neve ci pizzica il naso ed i sogni in ricordi

Carezzo con candidi occhi di bimba
le braccia che m'hanno tenuta piccina
che il sole non soffre vedendomi fredda
-che l'aria non pizzica stanche meningi-


Mi copro la bocca a non dire parole
che il vento ripone tra pini ed abeti
Disegno del cielo che fa da capanna
sul lucido marmo ingiallito di un vetro









sabato 2 gennaio 2016











Stasera non è mai notte



Le ceneri volteggiano a fiocchi ricamati a stella
-che della luce bassa fan lampioni-
sul calar dell'indice e delle tue mani fredde -comignoli spenti-

Arde quel legno che sa di bosco e lupi
nell'alta baita al piano dove affondano le suole
scure
che stasera non è mai notte






domenica 15 novembre 2015















Non ritorni


Non ti sento da questo lato del foglio, da questo lato del mondo.
Mi davi la mano ma l'altra non capiva il poeta e nemmeno le sue menzogne.

Finisti a brillare di luce fioca, la notte
e con le stelle facesti patto di sangue a tingere terra e pietra
Non è mai stata mattina e sera nel piangerti l'ossa del capo

Non ritornano ceneri a cospargerti i fiori
e nemmeno le dolci note narrate di te e della notte









  















Non é di quattro


è solo la stagione dove piangono i miei palmi
e dita appese come gioielli al pino
È sola la stagione che non è di quattro
ma d'un tempo rigido a sgretolarsi un nuovo autunno

Erano grida il vibrar di corde alla chitarra nel narrare già vecchi dolori
quando il sole ancora sorrideva alle mie ossa
mietendo tantrici e dissonanti accordi








lunedì 19 ottobre 2015

















Dallo scalino



Datemi le foglie della mia estate di stagioni perse
la pelle irta d'infime sequenze programmate per annuire al fato
Baciami l'amore che chiede e non riceve nel mio invecchiar di neve
e bianca
bianca è la pelle al sole che scalda e non colora come le perle di fondo mare

Scagliami zigomi dell'unghia tua -profonda-
mentre una stella marina mi sorride il nord






domenica 11 ottobre 2015












Del brivido mese



Tremano gocce di amanti a basse nubi d'etereo volto -assenza di profilo-
di ciglio porfido e stagno come sui muri l'ardesia, quelli sapienti che parlano il bianco
Arresa al fato ottobrino la foglia saluta ammiccando

l'abbandonato e reciso bacio liso di panca 


  

lunedì 28 settembre 2015















Le bandiere del mio mondo



La mano della foglia stringe il mio dorso
e nel dolo la ferita si cammuffa a stele d'argento
Erano lunghi i rami d'ottobre e fredde le brezze dell'uva nel mese perplesso che di vino s'ammanta

Era la musica delle parole e non le parole per la musica
quando i nidi di rondine ancora non s'agitavano alla stagione
ed io cantavo di un giorno che non avevo visto mai


Erano i fusti, le bandiere del mio mondo, dell'Italia
























sabato 12 settembre 2015







                                                                                     
Afa




passo a prenderti ora che le lenzuola stan di sollazzo al sole
e non potevo non cambiarle al mio letto
che il profumo dipinge a rame i sogni -quelli bui-
Le coperte arricchiscono e impoveriscono le mie ossa
come sull'amaranto in seta dell'ultimo viaggiare

ma il legno è chiaro




lunedì 17 agosto 2015




Alga



abbattimi nell'alta marea quando l'onda si crocifigge al mio no
e a quest'acqua che mi fascia il respiro -come resina d'abete-
Sono le sette piaghe del mio Israele










                                                                                


Si chiude la sera


e si chiude la sera alle mie labbra -scomodo giaciglio d'alma languida e impetuosa- lasciandomi
ad issare l'altalena sul perchè di luce a soffocare il giorno
Inesorabile
lo stormo d'ali mi diventa suono -perpetuo  ostile-
fuoco fatuo che si leva alla fronte







                                                                                                               

giovedì 23 luglio 2015













Ma la sera


Coglimi alle porte di lamponi e more all'imbrunirsi
mentre la punta di sole si libra e d'ombra si spegne
-la scossa della sera taglia l'aria che s'innesta in ampie fronde-

Il bruno alle mie labbra lapidate -come dell'uva scura il rosso-
serpeggia alle papille per poi calarsi al dolo
dove sorge la catena del respiro che l'ossa conosce
Ma la sera





domenica 21 giugno 2015
















Ritorno




Metterò nastri a colline di gerani d'ottobre con l'ossuta mia mente -gitana tra foglie-
Mulinello di vesti da qui all'oscuro verde scandiranno le aste del mio canto
a voci nel cancellarmi verbo e diventare roccia


così la tela con i suoi ragni si sfalderà alla pioggia di ghiaccio e rami secchi
che l'albero non vuole ed albero son io





lunedì 22 dicembre 2014













Nella coda del giorno





così capitava di fermarmi ma il gelo inchiodava il respiro

Pensavo fosse bianco il tepore dell'alma fra piume candide a merlo di un cigno

Dimmi ove sorge il paese del bianco che lacca ogni sguardo

ogni riso
dove sorge il canto del sole staccandosi da lacrima adulta

Adultera


Adulta nella goffaggine sua dimensione d'essere
e nessun palmo devoto ad un'asciutta carezza
dove guadi il sorriso piccante di una tenera e ossuta carne











sabato 4 ottobre 2014














A volte mi sorge un turchese




e mi getti lì come farina sul presepe come zucchero fine sulla torta di famiglia
Polvere
trama di tela neutra
Rondine senza tetto nel farsi aquila al proprio volo

Così le mani raccolgono sassi levigati da altre mani
-raccolti da altre mani- senza didascalia per spremerne il volto
Il vizio
La prece comanda l'ozio e la vista non brucia al sale
A volte mi sorge un turchese












                                                                           
             

lunedì 11 agosto 2014

                                                                                 















ed erano i frutti




Ma chi...
chi spalanca finestre la mattina?
Chi sveglia le mie palpebre coi bagliori di un alba sobria e solitaria?
Non la luce di un lampione allarga la visione d'occhi salmastri d'alghe

Mi han tolto la rabbia accesa delle ciliegie acerbe
di pallide fragole consumate nel primo tempo che conservano i sapori della selvaggia infanzia
ed erano i frutti dopo i fiori e i fiori dopo i rami
e le camelie a bisticciar di rose

e se il canto non finisse
Giungo a tregua


















martedì 1 luglio 2014


 





                                                        



Quattro sponde
 


la mia notte è un cilindrico "dove"
ove girotondano ghirlande in rose ed intrecci d'erba nel vorticoso sfuggire al perpetuo calare
di fiocchi e foglie
Ampio cerchio la mia notte dove fedi di amanti sorseggiano un flut












giovedì 19 giugno 2014










 In assenza di spezie e voglie



qui
dove il vento ammazza traiettorie
resto a contarmi sulle unghie gli attimi
fingendomi sagra di una sacra festa dove

le persiane hanno spiragli di minima luce -lume rauco-
e l'assenza di spezie e voglie colmano centotre vasi di pandora
Un gingillo di ciliegia sulla mia testa




venerdì 13 giugno 2014


 











La nebbia degli amori spenti

 

che si sdraia su resti -vasi- di budelli in ciottolato granata
dove nemmeno si ferma un fiore o un aculeo di rosa o
sulle crune di uno sbriciolato vivere che non si lascia rubare un respiro

Forse è la nebbia degli amori spenti a farmi mulinello
o forse -dico forse- è solo l'alba di una nuova ombra
che chissà dove ha lasciato il suo "no"













                                                                                       

lunedì 26 maggio 2014




 









 Bancarelle



Accendo una "siga" sfregandomi un verso quando
metto distanze tra un rombo a scoppio e la mia fronte
Sono sparse in pezzi su banchi macerie d'un passato a due e quattro ruote
che tornano in vita fra sapute mani
Un cerchio d'occhi in mezzo a visi e gambe mentre mi concedo un saluto





venerdì 23 maggio 2014


 
















Di ceneri e rose



Paure s'accendono come fuoco di fumo a sera

Se guardi le immobili pianure farsi monti
l'aculeo bigio d'un domani incerto di sole s'allarga
Ecco la volta delle creature ingorde di suoni -e ciglia-
che a volte pesano sul mio asse e a volte ne misurano l'assenza
Sali nel grigio mio vestire che danza fra scalze dune e
nell'illuminarsi d'un tachicardico verde
stringimi nel tuo vagare fra ceneri e rose

















lunedì 12 maggio 2014


 










Nell'estivo verde




Mi bisbiglia il ramo una frase in infinito
La senti nel cammino, nel navigare acque dirigendo una foglia al vento che di vento nulla sa
Le rughe ne hanno viste di mietiture e campi alla semina -in granelli-





lunedì 5 maggio 2014


 


  








Nota




Non hai detto di sedermi
Sai che non si può fermare a lungo l'anca dello sfiorarti ciglia
-culla del tuo plumbeo-
E quelle fragole di guance che si stendono...





lunedì 28 aprile 2014


 











Piovendo
 


Obliqua a tutto
quando sfasa l'immagine che si guarda nell'iride e sei tu che invece ti chini a sinistra
sapendo che è la destra a consolarti
Primula di grano    Acqua dell'acqua     Fronte di ogni fonte
La fontana il traguardo -dove ti comanderò-




venerdì 18 aprile 2014


 












Non morire tra le cosce del domani



Le ombre sono pigre nell'adagiarsi a fianco poichè
lo spazio si dimezza quando la forbice stringe le braccia e
a volte sono quelle di lama lunga che miracolano nello sminuzzare carta ma
temibili come falangi attigue

Pure ieri m'ha sfregiata -del sole- il disco






mercoledì 9 aprile 2014














Come gatti



Mi davi l'edera dei perchè nell'arrossir di cielo 

e bicchieri in sonnecchio fra bottiglie a trentatré ascoltavano respiri -trame in fumo-
Nell'attenderci non tornavamo mai davvero

Ho chiuso la spelonca che filtrava ragni senza tela
e ho lasciato che le rondini s'ammutolissero sul tetto -che il viaggiare stanca-